Bonus ristrutturazione 2026: differenze tra prima casa e seconda casa

Inserito il 15/12/2025

 

Il Bonus ristrutturazione 2026 continua a rappresentare un'importante agevolazione fiscale per chi intende ristrutturare il proprio immobile, ma con differenze sostanziali tra prima casa e seconda casa introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per pianificare correttamente i lavori e massimizzare il risparmio fiscale possibile.

Come funziona il Bonus ristrutturazione nel 2026

Il Bonus ristrutturazione è una detrazione fiscale IRPEF che permette di recuperare una percentuale delle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su immobili residenziali. Nel 2026, la normativa prevede aliquote differenziate in base alla destinazione dell'immobile.

Per l'abitazione principale la detrazione è del 36% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Questo significa che è possibile detrarre fino a 34.560 euro, ripartiti in 10 rate annuali di pari importo. Per le seconde case e altri immobili non adibiti ad abitazione principale, invece, la detrazione scende al 30% sempre su un massimo di 96.000 euro, permettendo di recuperare fino a 28.800 euro.

La detrazione viene ripartita in 10 anni attraverso quote annuali di uguale importo che vengono sottratte dall'IRPEF dovuta. È importante sottolineare che dal 2023 non è più possibile utilizzare lo sconto in fattura o la cessione del credito, quindi il beneficio fiscale si ottiene esclusivamente tramite detrazione nella dichiarazione dei redditi. Per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro esistono inoltre limiti ulteriori che possono ridurre l'ammontare complessivo delle detrazioni fruibili.

Requisiti per ottenere la detrazione maggiorata sulla prima casa

Per beneficiare della detrazione del 36% è necessario che l'immobile sia classificato come abitazione principale. Secondo la normativa, per abitazione principale si intende l'immobile nel quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Il requisito dell'abitazione principale deve sussistere entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui si fruisce per la prima volta della detrazione. Questo significa che è possibile avviare i lavori quando l'immobile non è ancora adibito a prima casa, purché lo diventi entro le scadenze fiscali indicate. Possono accedere alla detrazione maggiorata i proprietari dell'immobile, i titolari di diritti reali di godimento come usufrutto o superficie, e gli usufruttuari.

Non possono invece beneficiare del 36% gli inquilini in affitto, i comodatari e i familiari conviventi che non siano proprietari o titolari di diritti reali, che restano fermi al 30%. Se l'abitazione principale, dopo aver ottenuto la detrazione maggiorata, viene successivamente destinata ad altro uso come seconda casa o immobile da reddito, il diritto alla maggiorazione non si perde: il contribuente continuerà a fruire dell'aliquota più alta anche nei periodi d'imposta successivi.

Interventi ammessi e lavori detraibili

Gli interventi ammessi al Bonus ristrutturazione 2026 comprendono una vasta gamma di lavori su immobili residenziali. Per le singole unità immobiliari sono detraibili gli interventi di manutenzione straordinaria come il rifacimento di bagni e cucine, la sostituzione di infissi e serramenti, il consolidamento strutturale e il rifacimento di impianti.

Sono ammessi anche interventi di restauro e risanamento conservativo che rispettano l'aspetto esteriore dell'edificio, lavori di ristrutturazione edilizia che modificano la struttura o la distribuzione interna, interventi finalizzati al risparmio energetico come la coibentazione e la sostituzione di caldaie (escluse quelle a combustibili fossili dal 2025), e l'installazione di sistemi di sicurezza come allarmi e videocamere.

Per le parti comuni condominiali sono detraibili anche gli interventi di manutenzione ordinaria come la tinteggiatura delle facciate, il rifacimento di tetti e lastrici solari, la manutenzione di ascensori e citofoni. Gli interventi antisismici (Sismabonus) hanno detrazioni specifiche ma con aliquote ridotte rispetto agli anni precedenti. È importante che tutti i lavori siano eseguiti da imprese o professionisti qualificati e che i pagamenti avvengano tramite bonifico parlante (bonifico per detrazione fiscale) che riporti causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa.

Calcolo del risparmio effettivo: esempi pratici

Per comprendere concretamente la differenza tra le detrazioni, facciamo alcuni esempi pratici. Ipotizziamo una ristrutturazione completa di un appartamento con spesa totale di 80.000 euro.

Prima casa (detrazione 36%): Detrazione totale: 80.000 x 36% = 28.800 euro Detrazione annuale per 10 anni: 2.880 euro Costo effettivo dopo detrazioni: 51.200 euro Risparmio effettivo: 28.800 euro

Seconda casa (detrazione 30%): Detrazione totale: 80.000 x 30% = 24.000 euro Detrazione annuale per 10 anni: 2.400 euro Costo effettivo dopo detrazioni: 56.000 euro Risparmio effettivo: 24.000 euro

La differenza è quindi di 4.800 euro totali, ovvero 480 euro all'anno per 10 anni. Se la spesa raggiunge il massimale di 96.000 euro, la differenza diventa ancora più significativa: 5.760 euro totali (34.560 euro con il 36% contro 28.800 euro con il 30%).

Un altro esempio con ristrutturazione più contenuta da 40.000 euro: sulla prima casa si recuperano 14.400 euro (1.440 euro all'anno), mentre sulla seconda casa 12.000 euro (1.200 euro all'anno), con una differenza di 2.400 euro totali. Questi calcoli non tengono conto delle limitazioni per redditi superiori a 75.000 euro, che possono ridurre ulteriormente l'importo detraibile.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026

Chi effettua una ristrutturazione può accedere anche al Bonus mobili, che nel 2026 dovrebbe mantenersi confermato. Questa agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata destinati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

Il limite massimo di spesa nel 2026 dovrebbe essere confermato a 5.000 euro, permettendo quindi di recuperare fino a 2.500 euro in 10 anni. È importante che l'acquisto di mobili ed elettrodomestici avvenga nello stesso anno dei lavori di ristrutturazione o nell'anno successivo, e che i pagamenti vengano effettuati con strumenti tracciabili come bonifico, carta di credito o debito.

Gli elettrodomestici devono essere di classe energetica minima:

  • Forni: classe A

  • Lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie: classe E

  • Frigoriferi e congelatori: classe F

Sono ammessi all'agevolazione mobili come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Non sono invece detraibili porte, pavimentazioni, tende e complementi d'arredo.

Documenti necessari e adempimenti fiscali

Per fruire correttamente del Bonus ristrutturazione è essenziale conservare tutta la documentazione necessaria per almeno 10 anni. I documenti obbligatori includono le abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia (CILA, SCIA, permesso di costruire) o in alternativa una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui indicare la data di inizio lavori e attestare che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili.

Sono necessarie le fatture e le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute, le ricevute dei bonifici bancari o postali (bonifico parlante) da cui risultino causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione e partita IVA o codice fiscale del destinatario del pagamento. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali serve la certificazione dell'amministratore che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la quota di spesa imputata al singolo condomino.

Per alcuni interventi specifici è richiesta la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, in particolare per lavori che comportano risparmio energetico o utilizzo di fonti rinnovabili. La trasmissione avviene attraverso il portale bonusfiscali.enea.it. L'omessa o tardiva comunicazione non comporta la perdita del diritto alla detrazione ma può comportare sanzioni amministrative.

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